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La mia musica è vita

  La mia musica è passione

   La mia musica è ricerca

    La mia musica è scoperta

     La mia musica è stupore

Della composizione musicale Della composizione musicale

La poetica musicale è il fare nel campo della musica (Stravinskij)
Ed io sono un artigiano della musica.
L’artigiano forgia, cesella, arrotonda, scolpisce, unisce, separa, decora.
Talvolta appare soddisfatto del lavoro svolto e se ne compiace…
è felice…
… basta così poco per esser felici.
Poi sopraggiunge la noia, l’inquietudine, la smania
Ed io sono un artigiano della musica

Parto da piccole cose, pochi suoni, il barlume di un tema, il vago profilo di un motivo
o il profilo di un motivo vago.

Poi comincia il viaggio, la navigazione in mare aperto verso territori ancora inesplorati
Provo a (ri)combinare i suoni, scopro ed applico formule minime,
spingo la(con)fusione dei materiali fino al meticciamento più radicale,
gioisco per l’esito di questa ibridazione
Oppure…

… mi lascio soggiogare dal senso di smarrimento se l’esperimento non mi ha regalato lo stupore di cui vado ghiotto.

Non amo i disegni confusi e logorroici.
Amo l’essenzialità: bastano pochi suoni (Schoenberg, Webern, Satie, Miles Davis docent)

Amo concentrare l’espansione-implosione delle emozioni in un esiguo lasso di tempo,
quasi a voler spingere l’ascoltatore verso un’esperienza onirica, un condensato di simboli aperto a molteplici significazioni.

QUALITÀ versus quantità

Il suono merita di ricevere le giuste attenzioni, merita di essere curato, levigato, cesellato.
Il suono è prezioso e il pianista non deve arrogarsi il diritto di (cal)pestare
(Glenn Gould docet).

Dell'interpretazione musicale Dell’interpretazione musicale

È un gesto creativo, che aggiunge qualcosa al profilo scarno del segno grafico,
insufficiente a rappresentare la complessità del messaggio musicale,
la molteplicità dei livelli dinamici ed agogici, la qualità del suono.

Il gesto creativo apre una distanza abissale tra l’interprete ed il mero esecutore.
Quesito: Quanto in là può spingersi la libertà interpretativa prima di tradire
le intenzioni dell’autore?
L’interprete si confronta costantemente con le intenzioni dell’autore,
confini di un territorio entro cui muoversi liberamente.
L’interprete si emoziona ed emoziona.
Talvolta il suo gesto appare eclatante e drammatico.
Tuttavia egli rifugge il mero esibizionismo: il suo gesto è sostanziato
da un’emozione autentica.

Del musicista Del musicista

È affascinato da tutti gli oggetti che possono produrre suoni/rumori:
     Bottiglia
     Lattina
     Bongos
     Chitarra
     Campanello
     Pianoforte
     Flauto dolce
     Tamburo
     Computer
     Nacchere
     …
Ama suonare con gli altri (musica da camera o jam session).
È in grado di donare e donarsi perché la musica è circolazione di emozioni.
Ma soprattutto sa ASCOLTARE.

Si percepisce come parte di un tutto e perciò incoraggia, accoglie,
sostiene il gesto creativo dei suoi interlocutori,
affinché si consolidi l’identità di gruppo,
affinché il gruppo funzioni come un individuo.

Il musicista ama la musica live.
Predilige quei brani che ascolterebbe per una vita intera senza mai annoiarsi,
poiché molteplici sono i livelli interpretativi della fruizione.

Il musicista ama la sperimentazione di nuove sonorità:
questo basta a motivare la sua poetica.
Ma lavora costantemente anche alla definizione di una cifra stilistica
e alla costruzione di un repertorio originale.

Dell'educazione musicale Dell’educazione (musicale)

Credo che l’insegnamento rappresenti un’esperienza irrinunciabile per un musicista.

Insegnare è:
     Trasmettere conoscenza.
     Guidare l’allievo nella sua ricerca identitaria.
     Individuare attitudini e talenti.
     Verificare le proprie competenze tecniche e relazionali.
     Mettersi in gioco.
     Apprendere dagli alunni e insieme agli alunni.

Insegnare è anche:
     Conservare una certa autorevolezza.
     Stabilire poche regole chiare e ruoli ben definiti.
     Offrire un modello di identificazione eticamente connotato.

Il musicista può insegnare la musica o educare alla musica,
ma DEVE educare CON la musica: non può perdere di vista la dimensione etica,
tanto bistrattata nella società odierna.

L’insegnante non può arrendersi di fronte all’incapacità educativa della
famiglia moderna, ma deve lottare tenacemente affinché ciascun attore sociale
si faccia carico delle proprie responsabilità rispetto alla crescita
e alla formazione dei giovani: NON SI EDUCA PER DELEGA.

Il musicista deve lottare perché la musica diventi il tessuto connettivo
della vita sociale: è necessario che la musica entri in tutte le case e in tutti gli ordini
e gradi scolastici, perchè un giorno i nostri bambini formino un pubblico
consapevole, sensibile e preparato.

Rispetto a questi obiettivi c’è ancora molta strada da fare, ma io sono ottimista…
…si, perché sono un MUSICISTA ;-)


Grafica di Rossella Cipullo - Programmazione di Ark@nt05